domenica 3 aprile 2022

Riproduzione Remota su PC via cavo da PlayStation 4 o 5

Dopo 5 anni torno nuovamente a scrivere su questo blog per appuntarmi una procedura che magari potrà tornare utile anche ad altri. Nello specifico avendo io PS5 volevo giocare via Riproduzione Remota su PC (visto che la TV spesso serve alla mia ragazza per vedersi qualche serie TV xD) ma nonostante abbia una Fibra FTTH a casa da 1Gbps l'applicazione PC di Riproduzione Remota spesso perdeva comunque qualità o laggava da paura e a volte addirittura si disconnette in pochi minuti. Avendo il PC nella stessa camera che è dall'altra parte di casa rispetto al modem, mi è impossibile collegare sia PC che console al modem via cavo, quindi l'unica soluzione plausibile per evitare questi problemi è quella di collegare direttamente la console al PC via cavo ethernet.
Infatti pochi sanno che se si procede in questo modo (collegando PS4 o PS5 e PC via cavo ethernet e condividendo la connessione in Windows) la Riproduzione Remota poi va liscia come l'olio, sembra praticamente di giocare sulla console direttamente, zero lag e disconnessioni in ore e ore di gioco!
L'unica accortezza da seguire è appunto quella di condividere la connessione del PC alla console via cavo ethernet. Quindi basta procedere in questo modo (l'esempio è per Windows 10 ma è un procedimento simile su tutte le versioni di Windows):
  1. Collegare PC e console via cavo ethernet (basta uno normale, non deve essere per forza crossover).
  2. Cliccare col destro sull'iconcina del WiFi nella barra di sistema di Windows e scegliere la voce "Apri impostazioni Rete e Internet"
  3. Dalla schermata che apprirà scegliere la voce "Modifica opzioni scheda":
  4. Nella lista delle connessioni che apparirà a questo punto identificate la connessione via cavo ethernet e ricordatevi il suo nome. Adesso cliccate invece col destro sulla connessione WiFi funzionante del vostro PC e scegliete la voce "Proprietà":
  5. Dalla schermatina delle informazioni della connessione che si aprirà selezionate la linguetta "Condivisione", spuntate l'opzione "Consenti ad altri utenti in rete di collegarsi tramite la connessione Internet di questo computer" e dal menù sotto selezionate la connessione ethernet del vostro PC (quella relativa alla PS5 insomma, di cui vi ho detto di ricordarvi il nome prima). Spuntate anche l'opzione "Consenti ad altri utenti in rete di controllare o disabilitare la connessione Internet condivisa":
  6. Date l'ok e accanto al nome della connessione WiFi del vostro PC comparirà la dicitura "Condiviso":
  7. Dalla console ora andate nelle Impostazioni, quindi selezionate la voce Rete, sottomenù Impostazioni e scegliete l'opzione Configurare connessione internet.
  8. Dalla nuova schermata selezionate la voce Configura rete LAN cablata, date un nome alla connessione (può essere qualsiasi, io ho scelto il banale Ethernet) e cliccate su Connetti.
Adesso la console si connetterà a internet normalmente e sarete pronti ad usare sul PC l'app di Riproduzione Remota che stavolta si connetterà praticamente all'istante e sarà libera da lag e disconnessioni, letteralmente perfetta!

Nota finale: se al successivo riavvio di PC/console la connessione non dovesse stabilirsi più, vi basterà disattivare e riattivare la condivisione della rete WiFi da PC e tornerà a funzionare di nuovo (non so perché faccia così e se lo faccia a tutti, ma in caso è appunto facilmente risolvibile così).

sabato 19 agosto 2017

Seedr: il servizio per cloud torrent (quasi) perfetto per chi non vuole pagare!

Oggi torno su questo blog per presentarvi uno dei classici servizi di "Cloud Torrent" che però mi ha stupito soprattutto per una fondamentale importanza: le relativamente poche restrizioni che applica agli account free.
Sto parlando di Seedr (https://www.seedr.cc/), un servizio online che vi permetterà di scaricare qualunque torrent vogliate direttamente via server (senza quindi dover stare voi con PC accesso, banda internet occupata e client torrent avviato), per poi lasciarvi la possibilità di scaricare i file tramite download diretto in qualsiasi momento vogliate. Ora, so benissimo che ne esistono a bizzeffe di servizi online simili, ma finora ogni servizio che avevo provato (Furk, ZbigZ, Put, Bitport, Boxobus, Offcloud, ecc...) aveva sempre la solita pecca: limitazioni seriamente troppo restrittive per gli account free (come spazio online assurdamente ristretto a 500MB appena, limite di torrent avviabili a 1 giornaliero o addirittura a una manciata mensili, alcuni addirittura NON permettono proprio l'utilizzo se non acquistando un account premium...).
Seedr invece si distingue dalla massa proprio per questo fatto: un account free infatti non ha limitazione di banda in download né alcun limite per quanto riguarda i torrent giornalieri, è possibile aggiungere, eliminare e riaggiungere torrent senza alcuna limitazione. Ovviamente una limitazione di fondo comunque c'è (altrimenti che senso avrebbero gli account premium? xD) e consiste nello spazio online a disposizione (oltre ovviamente all'utilizzo di un server meno performante situato in Olanda e condiviso tra tutti gli account free che potrebbe non darvi velocità di download mozzafiato). Avremo infatti 2GB iniziali a disposizione e non potremo dunque scaricare torrent più grandi di quella dimensione. Ma anche in questo caso Seedr si dimostra molto permissivo:

E' infatti possibile guadagnare un bel po' di spazio aggiuntivo eseguendo le classiche azioni social (ad esempio 500MB per una condivisione su Twitter o Pinterest) fino ad arrivare a 1GB per un video Youtube o un articolo sul proprio blog. Inoltre c'è anche la possibilità di ottenere 500MB per ogni amico che fate iscrivere dal vostro link affiliato (il bonus sarà applicato ad entrambi, quindi anche l'amico che si iscrive otterrà i 500MB bonus, un bell'incentivo dunque) fino ad un massimo di 4 amici però (ossia 2GB extra). Insomma, facendo due calcoli, si possono ottenere 2GB extra invitando amici e fino ad altri 3GB sfruttando i social/blog. Il che significa portare il proprio spazio online a 7GB, una quantità più che sufficiente per scaricare la maggior parte dei torrent che si desidera senza problemi.

Seedr inoltre presenta un'ottima interfaccia grafica, facile, pulita, intuitiva e perfettamente mobile friendly:

E come sempre, immancabili, ci sono le offerte premium che permettono di aver risorse aggiuntive a fronte di un pagamento mensile:

Insomma, che vogliate spendere o risparmiare sopportando qualche limitazione, Seedr è sicuramente una valida opportunità che il web ha da offrire ad oggi. Sperando che le poche limitazioni per gli account free durino a lungo e non si perdano per strada come spesso accaduto in passato con servizi simili.

P.s.: se volete iscrivervi utilizzate il mio referral partendo da qui: https://www.seedr.cc/?r=758931. In questo otterremo entrambi 500MB in più di spazio online ;)

giovedì 21 gennaio 2016

cURL: ottenere la dimensione di un file remoto senza scaricarlo

Vi siete mai trovati nella necessità di sapere le dimensioni di un file remoto? A volte, soprattutto per i più leggeri, si finisce con lo scaricarlo e controllare la dimensione successivamente tramite il proprio file manager.
Però con i file molto pesanti potrebbe non essere la decisione ottimale. Esiste però un modo comodissimo per sapere quale siano le dimensioni di un file remoto senza nemmeno il bisogno di scaricarlo, l'importante è, ovviamente, che sia un link al download diretto.
Per farlo basta usare cURL e dare il seguente comando da un terminale:
curl -sI "URL" | grep Content-Length
dove al posto di "URL" ovviamente ci va incollato il link diretto del vostro file remoto.
Tutto qui, semplice e veloce :)

mercoledì 8 aprile 2015

Android: Xposed e Premium Play su Nexus 4 con Lollipop

Qualche giorno fa mi è stato chiesto come fare per continuare ad usare Premium Play sul Nexus 4 ora che con Lollipop le vecchie versioni non funzionano più poiché sia Xposed sia la stessa app della Mediaset non sono compatibili con ART. Beh, la risposta è abbastanza semplice: bisogna utilizzare le versioni aggiornate di queste due app appunto per Lollipop, tutto qui, davvero xD
Quindi passiamo subito all'opera, nello specifico eccovi i link al download delle app aggiornate:
  • Xposed per ART (è ancora in alpha ma comunque funziona bene, testato personalmente): Pagina ufficiale del progretto su XDA
  • APK di Mediaset Premium Play v4.0 (compatibile con Android 5+, il link come sempre non è mio quindi i crediti vanno al rispettivo uploader): Download
Una volta installati questi due programmi aggiornati per Android Lollipop non resta che seguire la stessa identica procedura di configurazione della precedente mia guida che potete trovare QUI e il gioco è fatto.

lunedì 15 settembre 2014

Android: utilizzare l'app Mediaset Premium Play su Nexus 4

Siccome nel weekend non sono stato a casa e ho dovuto smanettare non poco per arrivare all'obiettivo prefissato dal titolo di questa miniguida, ho deciso di tornare finalmente a scrivere su questo mio blog personale per annotarmi e quindi presentarvi questa mini guida appunto, in cui vi spiegherò ciò che ho dovuto fare nel weekend per far funzionare l'app di Mediaset Premium Play sul mio Nexus 4 con Android 4.4.4. Prima di cominciare però lasciatemi lanciare qualche bestemmia contro Mediaset che rende Premium Play disponibile solo per device Samsung. Così, tanto per. Ok dai, cominciamo xD

Innanzitutto però da premettere un paio di cose:
  1. Per chi non lo sapesse l'app di Mediaset Premium Play è appunto disponibile soltanto sullo store Samsung ed è quindi esclusiva dei device Samsung ovviamente, in più è abilitata soltanto per tablet.
  2. Servirà l'utilizzo del framework Xposed, quindi il vostro Nexus 4 dovrà essere per forza con root.
  3. Si farà utilizzo di un paio di moduli aggiuntivi di Xposed, ma niente di strano o pericoloso per la vostra privacy, tutto infatti sarà disponibile direttamente dal downloader interno del framework stesso.
Allora cominciamo subito con linkare ciò che dovrete installare sul vostro Nexus 4 (dò per scontato che avete già il root e un bel backup di sistema già fatto, in caso contrario cercatevi altre guide su come fare il root/backup che non è tema di questa miniguida):
  • APK dell'app Mediaset Premium Play (essendo disponibile solo su Samsung non è possibile installare dal Google Play Store, quindi dovremo per forza affidarci all'installazione esterna via APK): v3.1.3 (che poi è l'ultima versione disponibile al momento, il link non è mio, al legittimo proprietario vanno tutti i crediti del caso quindi).
  • APK di Xposed Framework: v2.6.1 (che è l'ultima versione stabile al momento).
Perfetto ora non ci rimane che procedere finalmente con le facili istruzioni di installazione e configurazione:
  1. Installare l'APK di Mediaset Premium Play ma NON avviarlo.
  2. Installare l'APK di Xposed Framework.
  3. Avviate l'app Xposed Installer che dovrebbe ora apparire nel menù delle app del vostro Nexus 4. Nella schermata principale scegliete quindi la voce Framework e poi, nella schermata successiva, cliccate sul pulsante Installa. A questo punto vi verrà chiesto di riavviare il cellulare, ovviamente fatelo.
    Al successivo riavvio se tutto è andato per bene avrete l'Xposed Framework installato e avviato. A questo punto bisogna procedere con l'installazione e la configurazione dei moduli necessari.
  4. Avviate di nuovo l'app Xposed Installer e dal menù principale scegliete ora la voce Download. Nella nuova schermata ricercate tramite l'apposito pulsante i seguenti 2 moduli: App Settings e Fake Wifi Connection. Scaricate e installate entrambi direttamente dall'app (facendo attenzione a non avviarli dopo l'installazione!).
  5. Tornate alla schermata principale di Xposed Installer e scegliete ora la voce Moduli. Troverete un elenco dei moduli installati che dovrebbe appunto contenere i due moduli su citati. Attivateli entrambi mettendo la spunta sul quadratino corrispondente ad essi, vi verrà detto che saranno operativi dopo il riavvio del cellulare. Date l'ok ma aspettate a riavviare, visto che dopo averli configurati sarà necessario di nuovo un riavvio possiamo farlo direttamente dopo.
  6. Uscite dal programma e noterete che nel vostro menù saranno apparse ora due nuove app installate corrispondenti appunto ai 2 moduli su citati. Avviamo per prima App Settings.
  7. Nella schermata principale di App Settings cerchiamo l'app Premium Play (basta scrivere "premium" come testo di ricerca nell'apposita casella e comparirà subito) e clicchiamo su di essa.
  8. Nella nuova schermata che si aprirà dovremo innanzituto abilitare l'interruttore principale (in alto) su ON dopodiché apporteremo le seguenti 4 modifiche (il resto può restare di base così come già è):
    DPI: 200 (e non 250 come suggeriscono molte altre guide online...)
    Font scale: 100 (e non 150 come suggeriscono molte altre guide online, con 150 il font appare decisamente grande e sproporzionato secondo me rispetto al resto dell'app...)
    xlarge res.: selezionato (ossia mettete la spunta sul corrispondente quadratino).
    Fullscreen: Immersive (in altre guide online non si fa riferimento a questa opzione ma se non l'attivate a questo modo i 3 pulsanti classici della barra inferiore di Android saranno sempre visibili a schermo riducendo la grandezza del video quando lo mettete a schermo pieno. Con Immersive invece si avrà il comportamento classico, ossia diverranno a comparsa/scomparsa con un tap sullo schermo).
    Ora salviamo i cambiamenti (icona a forma di floppy disk in alto a destra) e diamo la conferma.
  9. Chiudiamo App Settings e apriamo adesso Fake Wifi Connection (sempre dal menù delle app nel vostro Nexus 4).
  10. Anche qui la prima cosa da fare è attivare l'interrutore generale in alto (in caso fosse disattivato), dopodiché cercare di nuovo l'app Premium Play e abilitarla (mettendo la spunta sul quadratino corrispondente ad essa). Salviamo cliccando sul pulsante Save in basso a destra e chiudiamo l'app.
  11. Adesso non ci resta che riavviare il cellulare e testare la nostra app di Mediaset Premium Play. Se tutto è andato liscio si avvierà senza problemi (a patto di qualche difetto di posizionamento delle scritte, ovviamente dovuto al fatto che è un'app disegnata per tablet con schermi ben più grandi di un Nexus 4), login sotto 3G compreso.

Note finali sull'utilizzo dei 2 moduli:
Vi lascio con 2 considerazioni sul perché sia indispensabile utilizzare i 2 moduli su citati di Xposed Framework.
  • Per quanto riguarda App Settings penso sia chiaro perché, essendo Premium Play un'app disegnata per tablet è normale che crashasse sul Nexus 4, avendo risoluzione e schermo decisamente inferiori. Con App Settings si riesce quindi a reimpostare le specifiche visive dell'app per adattarla allo schermo del Nexus 4 evitando dunque crash all'avvio.
  • Per quanto riguarda invece Fake Wifi Connection il suo utilizzo è richiesto a causa di un bug dell'app (su Nexus 4 ovviamente) che non permette di fare il login se si è su rete 3G (o per meglio dire permette di farlo ma poi crasha subito dopo). Tramite l'utilizzo di questo modulo si fa credere all'app di essere sotto rete WiFi e non 3G e questo riesce ad evitare appunto il crash dopo il login anche se in realtà si è sotto rete 3G.

sabato 3 agosto 2013

go-mtpfs: far riconoscere il proprio dispositivo Android a Linux.

Dopo aver letto qui e là numerose guide su come far riconoscere il proprio dispositivo Android al nostro linux ero arrivato ad un punto morto, con mtpfs che richiedeva minuti per la connessione e alla fine quando si andava a visitare la cartella montata si otteneva un bell'errore di socket disconnesso che impediva qualsiasi esplorazione del contenuto del mio cellulare.
Per fortuna poi ho scoperto go-mtpfs e le cose son cambiate. Vediamo come.
Da premettere che io ho un Nexus 4, quindi ovviamente la guida è testata solo ed esclusivamente con quel dispositivo. Però cercherò di farla il più generale possibile sperando di renderla compatibile con tutti.
EDIT: il metodo è stato testato con successo anche da un mio amico su Nexus 7.

1° Passo: attivazione dell'opzione Debug USB.
  • Dal vostro dispositivo Android andate su Impostazioni -> Info dispositivo -> cliccate 7 (si, sette) volte sulla voce Numero Build. Un avviso a schermo vi dirà che è stata attivata la modalità sviluppatore.
  • Sempre da vostro dispositivo Android andate ora su Impostazioni -> Opzioni sviluppatore e attivare l'opzione Debug USB.

2° Passo: identificazione del dispositivo Android.
Collegate il vostro dispositivo Android al PC. Aprite un terminale e date il comando:
lsusb
Otterrete qualcosa di simile:
Bus 001 Device 007: ID 18d1:4ee2 Google Inc. Nexus 4 (debug)
Bus 001 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 003 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Bus 002 Device 002: ID 192f:0416 Avago Technologies, Pte. ADNS-5700 Optical Mouse Controller (3-button)
Bus 002 Device 001: ID 1d6b:0001 Linux Foundation 1.1 root hub
Ovviamente la voce che ci interessa è quella relativo al nostro device (nel mio caso la prima, riconoscibile dalla dicitura Google Inc. Nexus 4 (debug)).
Segnatevi il codice separato dai due punti (nel mio caso quindi 18d1:4ee2).
Adesso aprite con i permessi di root ed il vostro editor di testo preferito il file /etc/udev/rules.d/51-android.rules:
sudo gedit /etc/udev/rules.d/51-android.rules
e al suo interno scrivete una riga del genere:
# LG Nexus 4
SUBSYSTEM=="usb", ATTR{idVendor}=="XXXX", ATTR{idProduct}=="YYYY", MODE="0666"
con al posto di XXXX la parte a sinistra dei due punti nel codice che ci siamo salvati prima e al posto di YYYY la parte di destra del codice.
Nel mio esempio quindi ottengo:
# LG Nexus 4
SUBSYSTEM=="usb", ATTR{idVendor}=="18d1", ATTR{idProduct}=="4ee2", MODE="0666"
Salvate il file e chiudetelo.
Adesso non ci resta che dare i permessi di esecuzione a questo file. Da terminale digitare:
sudo chmod +x /etc/udev/rules.d/51-android.rules
Perfetto, ora possiamo passare al passo successivo.

3° Passo: installazione programmi necessari.
Ora andremo ad installare i programmi necessari che svolgeranno il lavoro "sporco" di montaggio del dispositivo Android. Come anticipato prima useremo go-mtpfs che è l'unico che personalmente ha funzionato per me, oltre ad essere, a detta di molti, il più veloce nello scambio di file tra dispositivo e PC (il classico mtpfs infatti pare sia limitato).
  • Su Archlinux è tutto molto semplice, basta installare da AUR il pacchetto go-mtpfs-git:
    yaourt -S go-mtpfs-git
  • Su Debian e derivate (Ubuntu...) dovete prima aggiungere un nuovo repo:
    sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/unstable
    sudo apt-get update
    Dopodiché potrete installare tutto il necessario dando da terminale:
    sudo apt-get install go-mtpfs
  • Per tutte le altre distro, bisogna procedere compilando il programma. Per fare questo basta seguire le indicazioni scritte nella pagina ufficiale del progetto che potete trovare qui: https://github.com/hanwen/go-mtpfs
Installato go-mtpfs, aprite un terminale e digitate:
sudo groupadd fuse
sudo gpasswd -a [user] fuse
con al posto di [user] il vostro nome utente.
Ora che tutto è pronto riavviate il vostro PC per far in modo che tutti i cambiamenti prendano piede.

4° Passo: collegamento.
Dopo aver riavviato siamo pronti per il collegamento.
Collegate il dispositivo al PC via USB, aprite un terminale e create un punto di mount per il vostro dispositivo. Io vi consiglio di farlo nella vostra home perché a me con sudo ha dato problemi. Per far questo da terminale digitiamo:
mkdir ~/Android
Adesso finalmente possiamo montare il nostro dispositivo! Diamo da terminale:
go-mtpfs ~/Android
e se tutto è andato secondo i piani navigando nella cartella Android appena creata (nella vostra home) potrete accedere alla memoria del vostro dispositivo collegato via USB!

Quando avrete finito di fare quello che volete con i file del vostro dispositivo, per smontarlo correttamente (attenzione a NON scollegare l'USB manualmente e basta, creereste danni al vostro filesystem!) digitare il seguente comando sempre in un terminale:
sudo umount ~/Android
Fatto ciò adesso potrete procedere con la disconnessione manuale del cavo USB.


Nota finale: d'ora in poi quando vorrete collegare il vostro dispositivo Android al PC vi basterà semplicemente collegarlo via USB e utilizzare soltanto gli ultimi 2 comandi per montare e smontare il vostro dispositivo, ossia:
go-mtpfs ~/Android
per montarlo e
sudo umount ~/Android
per smontarlo.

lunedì 18 marzo 2013

Linux: abilitare il supporto ai magnet in Chromium

In questo minitutorial vedremo come configurare Chromium (Google Chrome) per riuscire ad aprire il link in formato magnet in modo che vengano gestiti da un qualsiasi client Torrent. Io personalmente utilizzo Vuze (il vecchio Azureus per intenderci) ma più per una scelta di compatibilità (è multipiattaforma e accettato da praticamente tutti i tracker privati) che per efficienza.
Comunque, tornando al nostro obiettivo, se proviamo ad aprire (cliccando su) un qualsiasi link magnet in giro per il web otterremo il seguente errore da Chromium:

Per ovviare al problema non dovremo toccare nessuna configurazione nel browser internet, né tantomeno per forza modificare opzioni gconf come consigliato in svariate altre guide. Tutto ciò che dovremo fare è modificare il file xdg-open che Chromium utilizza per aprire i link esterni.
Quindi, senza ulteriori esitazioni, apriamo un terminale e diamo un bel:
sudo gedit /usr/bin/xdg-open
Ovviamente potete sostituire, nel comando sopra, gedit con il vostro editor di testo preferito.
Nel file aperto dovremo andare a cercare la funzione di apertura relativa al vostro ambiente desktop. Io, per esempio, utilizzo XFCE quindi sono andato a cercare la funzione chiamata open_xfce() e mi son trovato difronte al seguente codice:
open_xfce()
{
exo-open "$1"

if [ $? -eq 0 ]; then
exit_success
else
exit_failure_operation_failed
fi
}
A questo punto tutto ciò che ho dovuto fare è aggiungere un'istruzione IF per determinare l'eventuale presenza di magnet ed agire di conseguenza. Nello specifico ho trasformato la funzione sopra in quest'altra:
open_xfce()
{
if (echo "$1" | grep -q '^magnet:'); then
vuze "$1"
if [ $? -eq 0 ]; then
exit_success
fi
fi

exo-open "$1"

if [ $? -eq 0 ]; then
exit_success
else
exit_failure_operation_failed
fi
}
Al posto di vuze potete sostituire il vostro client Torrent preferito (transmission, deluge, ecc...).
Ovviamente ci son funzioni per "quasi" tutti i DE, ad esempio open_gnome(), open_kde(), open_darwin(), open_mate(), quindi scegliete la funzione in base a quale DE usate o in extremis inserite il nuovo pezzo in tutte le funzioni presenti.
Salvate i cambiamenti al file e voilà, adesso potrete aprire tranquillamente anche i link magnet dal vostro Chromium :)

venerdì 15 marzo 2013

JAVA: installare l'SDK per Android e configurare Netbeans per lavorarci

Oggi piccola miniguida per configurare Netbeans per la programmazione JAVA su Android. Innanzitutto dobbiamo prima scaricare l'SDK ufficiale di Android, cosa che possiamo fare al seguente indirizzo: http://developer.android.com/sdk/index.html
ATTENZIONE: dovremo scaricare la versione sotto il menù "USE AN EXISTING IDE" e non quindi la versione completa "ADT (Android Developer Tools)".
Andate su quella pagina dunque e dopo aver cliccato sulla voce "USE AN EXISTING IDE" scaricate il pacchetto "SDK Tools".
Una volta scaricato bisogna estrarlo col classico:
tar -xfv android-sdk_r21.1-linux.tgz
Ovviamente il nome dell'archivio dell'SDK cambierà a seconda di quale sarà la versione che avrete scaricato.

Una volta estratto otterrete una cartella di nome android-sdk-linux. Prendetela e spostatela in una qualsiasi cartella della vostra home (su cui avete i diritti di scrittura insomma). Io qui per esempio la sposterò all'interno della home direttamente.

A questo punto aprite un terminale e spostatevi nella cartella su indicata, dopodiché avviare l'SDK Manager come segue:
cd ~/android-sdk-linux/tools/
./android sdk

Apparirà la schermata principale dell'SDK Manager:


Ora assicuriamoci di selezionare almeno le prime due voci principali nell'elenco (ossia Tools e Android x.x.x). Dopodiché clicchiamo su "Install x packages...". Vi apparirà una finestra in cui vi chiederà di accettare, per ogni voce selezionata prima, la licenza d'uso. Ovviamente accettatele e proseguite, partirà il download e l'installazione di tutto il necessario per l'SDK (potrebbe richiedere molto tempo, pazientate).

Adesso l'SDK è pronto. Dovremo creare una macchina virtuale con Android su cui testare i nostri programmi in futuro (potete anche saltare questo passaggio se avete un dispositivo Android su cui testare i programmi).
Chiudiamo l'SDK Manager e sempre in un terminale avviamo il gestore di macchine virtuali Android dando:
cd ~/android-sdk-linux/tools/
./android avd

Nella finestra che apparirà clicchiamo sul pulsante New e otterremo la seguente schermata:

Basta compilare i vari campi con le opzioni che vogliamo per crearci il nostro dispositivo Android preferito sui cui vogliamo testare i programmi che creeremo (esempio potremo scegliere di emulare un Nexus 7, di modificare RAM e memoria su SD, ecc...) e cliccare su OK. Tutto qui.

Adesso che avremo anche la nostra macchina virtuale Android su cui testare i nostri futuri programmi e l'SDK installato, non ci resta che l'ultimo passo: configurare Netbeans per lavorare con l'SDK Android. Nulla di più semplice!
Avviamo Netbeans e dal menù Tools scegliamo la voce Plugins.
A questo punto, nella finestra che comparirà, spostiamoci sulla scheda Settings. Qui clicchiamo sul pulsante Add e compiliamo la finestra che apparirà:

inserendo come nome Android SDK e come URL per gli aggiornamenti il seguente http://nbandroid.org/release72/updates/updates.xml
ed accertiamoci che l'opzione "Check for updates automatically" sia spuntata (così otterremo automaticamente eventuali aggiornamenti futuri). Fatto ciò diamo l'OK.
Ritornati quindi alla finestra di prima, spostiamoci ora sulla linguetta Available Plugins e nell'elenco selezioniamo Android e clicchiamo quindi sul pulsante Install.
Partirà l'installazione del nuovo plugin (vi appariranno un paio di avvisi su licenza e verifica del plugin, voi ovviamente confermate tutto), al termine possiamo chiudere tutte queste finestre.
Tornati quindi nella pagina principale di Netbeans torniamo, sempre dalla barra dei menù in alto, su Tools ma stavolta scegliamo la voce Options. Nella finestra che apparirà spostiamoci nella categoria chiamata Miscellaneous e qui troveremo una linguetta chiamata appunto Android. In questa finestra dovremo inserire il path (il percorso) dove si trova la cartella dell'SDK android che abbiamo scaricato in precedenza:

nel nostro esempio quindi sarebbe ~/android-sdk-linux.
Diamo l'OK e abbiamo finalmente finito.
Netbeans è ora pronto per creare tanti bei programmini per Android :)

domenica 9 dicembre 2012

iPad: accedere al PlayStation Store dal vostro iDevice

Ieri abbiamo visto come accedere al sito web del PlayStation Store da Linux. Oggi vedremo come accedervi da un dispositivo mobile Apple, sia esso un iPad o un iPhone di qualunque generazione.
Ovviamente il trucchetto è sempre lo stesso, ossia far credere al sito web che non stiamo navigando da iPad ma da un PC normale. Esistono anche dei tweak in Cydia per cambiare l'UserAgent del browser di default (Safari) ma siccome volevo fare una guida per tutti (e non solo per chi ha il Jailbreak) ho deciso di non prendere in considerazione i tweak ma usare invece un'app che per di più è pure gratuita!

L'app in questione è KissMyAgent che potrete scaricare gratuitamente da QUI.
Una volta installata l'app basta avviarla, spostare il pulsante in alto a destra relativo alla visualizzazione in modalità desktop e voilà, il gioco è fatto. Adesso da quel browser potete navigare sul PSStore senza alcun problema! :)

Se doveste trovare problemi a seguire queste banali istruzioni (non si sa mai XD) vi ho fatto anche un video dal mio iPad che vi spiega tutto.
Potete visualizzarlo di seguito:

venerdì 7 dicembre 2012

Linux: accedere al PlayStation Store senza usare wine o macchine virtuali con Windows

Il PlayStation Store è finalmente tornato accessibile da PC ma Sony ci ha riservato una brutta sorpresa: infatti su Linux, indipendentemente da qualsiasi browser internet si utilizzi, se si prova ad accedere alla pagina dello Store si ottiene l'errore: Lo store Sony Entertainment Network non è al momento supportato dal questo browser.
Sony ha infatti imposto volontariamente un blocco agli utenti Linux (per chissà quale motivo visto che il sito non richiede Silverlight o simili e quindi funziona senza problemi su Linux).
Per ovviare a questo (stupido ed insensato) blocco basta però usare una semplice estensione che modifichi l'UserAgent del nostro browser facendo quindi credere al sito internet (in questo caso al PSStore) che stiamo navigando da Windows e non da Linux.
Personalmente, usando Chromium, ho utilizzato questa estensione qui: User Agent Switcher for Chrome.
Ma ne esistono a decine anche per Firefox ovviamente.

Una volta installata quella estensione mi è bastato cliccare sul pulsantino che comparirà nella barra in alto:
e dal menù che compare ho scelto: Firefox -> Windows Firefox 15.
Fatto questo il PSStore è tornato perfettamente accessibile ed usabile dal mio Chromium su Linux senza alcun problema :)

P.s.: se non dovesse ancora funzionare basta chiudere e riavviare il browser ;)

lunedì 3 dicembre 2012

Archlinux: configurare una stampante multifunzione Photosmart per usarne lo scanner

Oggi una miniguida su come configurare una stampante multifunzione Photosmart via WiFi in modo da poterne usare lo scanner.
Innanzitutto la premessa: ho una HP Photosmart C4780 collegata sulla rete WiFi. Finora riuscivo a vederla e usarla come stampante senza problemi né configurazioni strane sul mio Archlinux ma oggi avevo bisogno dello scanner e purtroppo con la configurazione classica non funziona (non risultava nessuno scanner connesso al mio PC).
Così sono andato di Wiki e Google e ho trovato la soluzione. Vediamo come.
Innanzitutto installiamo sane:
sudo pacman -S sane
Dopodiché installiamo i driver per la stampante, nel mio caso HP appunto:
yaourt -S hplip hpoj
Dobbiamo usare yaourt stavolta perché hpoj non è più nei repo ufficiali ma si trova solo su AUR (e ci serve per forza, visto che dà il supporto alle stampanti multifunzioni HP com'è appunto la mia Photosmart).
Adesso configuriamo la stampante con un:
sudo hpsetup -i
e seguendo le istruzioni che appariranno sul terminale.
Configurata la stampante, configuriamo il demone per le multifunzione con un:
sudo ptal-init setup
e anche qui seguiamo le istruzioni a schermo (se come me l'avete collegata via rete allora dovrete prima annotarvi l'indirizzo IP o l'hostname sui cui si trova la stampante nella rete, visto che a un certo punto vi chiederà di inserirlo!).
Adesso tocca avviare il demone con un semplice:
sudo ptal-init start
Attenzione: questo demone dovrebbe essere avviato all'avvio PRIMA di quello di CUPS. Purtroppo però non esiste un service di questo demone in systemd quindi dovreste usare il vecchio (e ormai non più usato) file rc.conf
Io francamente preferisco tenere una installazione "pulita" di systemd e quindi il demone lo lancerò manualmente quando ne avrò bisogno per usare lo scanner, tanto la stampante funziona lo stesso anche senza questo demone avviato.

Perfetto adesso non ci resta che effettuare una scansione con qualsiasi programma vogliamo, io per esempio ho utilizza xsane:
sudo pacman -S xsane
e mi ha riconosciuto lo scanner al primo colpo stavolta ;)

domenica 28 ottobre 2012

PS3: effettuare il dehashing dopo un downgrade via hardware per poter installare i nuovi Custom Firmware senza brickare

In questa guida spiegherò come fare il "dehashing" della propria PS3 in modo da poter, dopo aver effettuato un downgrade via hardware al 3.55, installare tutti i Custom Firmware attuali e futuri senza dover incappare in brick causati dall'assenza di check sul LV1.

Prima di cominciare, innanzitutto va precisato che esistono 2 metodi per effettuare il dehashing, uno utilizzante le QA Flag e un altro utilizzante il metodo reFSM. Ma per comodità e visto che è il più semplice e testato, vi presenterò soltanto il primo.

Cominciamo: premettendo che siete quindi tornati, grazie a qualsiasi Flasher, da un Firmware ufficiale recente al 3.55, a questo punto NON potete installare subito un Custom Firmware, in quanto incappereste, nel caso di mancanti check del LV1, in un brick irreversibile.
Bisogna, dunque, procedere col dehashing alla seguente maniera:
  1. Installate nella vostra attuale PS3 (come fosse un qualsiasi homebrew) il seguente PKG: QA Flag.
  2. Avviate l'homebrew appena installato dalla vostra PS3 (si dovrebbe chiamare "Rebug Toggle QA" e lo dovreste trovare sotto il menu Gioco nella vostra XMB).
  3. Ora non vi resta che attendere qualche istante: lo schermo rimarrà nero ma potrete vedere ad occhio che il LED relativo all'attività del vostro HDD su PS3 lampeggerà incessantemente. Ad un tratto sentirete un bip sonoro dalla PS3 e questa si riavvierà da sola.
  4. Ora, per controllare che tutto sia andato secondo i piani, dalla vostra XMB spostatevi su Impostazioni e scendete fino a mettere il cursore su Impostazioni di Rete (non dovrete cliccarci sopra con X ma solo starci sopra).
  5. Premete (mantenendo tutti i tasti assieme) la seguente combinazione di tasti: L1 + L2 + L3 (ossia premete verso l'interno la levetta analogica sinistra) + R1 + R2 + GIU' (ossia la freccia inferiore sul pad).
  6. Se avrete fatto tutto correttamente compariranno le voci Edy Viewer e Debug Settings oltre alla solita Install Package Files.
  7. Adesso quindi spegnete la PS3 e riavviatela in Recovery: a questo punto installate il Firmware 3.55 ufficiale tramite appunto la Recovery (usando l'opzione 6. Aggiornamento del Firmware).

A processo concluso avrete un Firmware 3.55 originale e "puro", pronto per installare qualsiasi Custom Firmware vogliate senza il pericolo di brick relativi all'assenza di check sul LV1.


Note Finali:
  • È di vitale importanza avere il lettore BluRay collegato alla PS3 quando si attiva il QA Flag altrimenti il processo fallirà. Per la maggior parte di voi è sempre così, lo so, ma comunque era un avvertimento che andava fatto.
  • Nella guida ovviamente non ho approfondito i punti relativi all'installazione di un homebrew e all'aggiornamento del Firmware via Recovery ma visto che per aver bisogno di un dehashing dovreste aver avuto le abilità di downgradare via hardware esterno la vostra console ho dato per scontato che questi passaggi siano per voi dunque "banali".
  • Il dehashing evita i brick dovuti ad assenza di check sul LV1 nei nuovi Custom Firmware ma questo NON significa che azzera sicuramente ogni possibilità di brick. Fate sempre tutto a vostro rischio e pericolo.
  • Le informazioni che trovate qui sopra NON sono da me state testate in quanto non ho mai effettuato un downgrade alla mia PS3, ma comunque sono solo la semplice traduzione e rielaborazione di quanto scritto sulla wiki ufficiale dei developer della scena PS3 e che potrete leggere (in Inglese ovviamente) al seguente indirizzo: WIKI
  • NON mi assumo nessuna responsabilità per eventuali danni che possano derivare da un uso improprio di quanto scritto in questa guida! Ripeto, fate sempre tutto a vostro rischio e pericolo.

Archlinux: ritornare a un sistema stabile abbandonando i repository testing

Se come me amate avere sempre le ultime versioni disponibili dei vari programmi sicuramente avrete attivato i repository testing nel vostro Archlinux. Capita però a volte che, causa troppa instabilità e crash troppo frequenti, si voglia tornare (almeno per un certo periodo) ai repository stabili. Ovviamente ciò non significa togliere i repository testing e buonanotte. Questo infatti non farebbe altro che evitare aggiornamenti futuri, ma non riporterebbe istantaneamente il sistema ad uno stato stabile.
Tutti i programmi infatti rimangono ovviamente all'ultima versione aggiornata, almeno fino a quando la versione nei repo stabili non supera quella installata attualmente. Questo significa che nulla cambierà dalla precedente instabilità per molto tempo.

Ma per ovviare a questo problema in un attimo, o detto in altre parole per "downgradare" tutti i pacchetti installati dopo aver eliminato i repo testing, basta dare nel terminale il solo seguente comando:
sudo pacman -Suu --force
Questo downgraderà tutti i programmi alle ultime versioni disponibili nei repo stabili sovrascrivendo eventuali contrasti (che sicuramente verranno fuori visto che la versione che state installando è più vecchia di quella installata già).
Tutto qui, alla fine riavviate il computer ed avrete di nuovo tutti i pacchetti installati nella vostra distro alla loro ultima versione stabile.

Nota finale: ricordatevi sempre di eliminare i repo testing dal file di configurazione di pacman PRIMA di dare il suddetto comando, altrimenti comunque non servirà a nulla.

martedì 4 settembre 2012

Linux: configurare un collegamento tra PS3 e PC via cavo Ethernet Crossover

Per chi, come me, ha il modem lontano sia da PC che da PS3 può risultare praticamente impossibile fare un collegamento diretto via cavo tra PS3 e PC. Ma se, sempre come me, avete la PS3 nella vostra stanza a poca distanza dal PC può risultare molto conveniente utilizzare un cavo ethernet crossover per poter fare un collegamento diretto via cavo tra PS3 e PC, senza usare il router come intermediario. Io personalmente utilizzo questa configurazione per lo streaming dei video che, come penso potrete immaginare, fare via WiFi non è fattibile se si vuole mantenere una decente qualità.
Ma come configurare la nostra distro Linux in modo che riconosca la PS3 e comunichi con essa? O, detto in altro modo, come bisogna agire per far rilevare il PC alla PS3?
Adesso lo vedremo. Come software per la gestione delle reti io utilizzo Wicd e per questo farò la guida basandomi su di esso. Se ancora non lo usate vi consiglio di farlo perché è un software davvero molto semplice eppure molto configurabile e svolge perfettamente il suo lavoro. Inoltre non è legato ad alcun DE e quindi non si porta dietro troppe dipendenze. Leggero e comodissimo insomma.

Innanzitutto, prima di partire con la configurazione software, collegate fisicamente il cavo ethernet crossover tra la PS3 e il vostro PC.
A questo punto aprite la finestra principale di Wicd (apparirà facendo click sull'icona nel vassoio di sistema) e vedrete che è comparsa una nuova voce relativa alla Rete via cavo:
Ora quindi configuriamo la connessione!
Cliccate su Aggiungi, inserite un nome per il profilo (io ad esempio, per ricordarlo, l'ho chiamato semplicemente PS3) e date l'OK. A questo punto vi apparirà una nuova finestra in cui dovrete inserire i dati veri e propri della connessione. Riempite la finestra come da figura:
Confermate tutto e, una volta tornati nella finestra principale di Wicd, cliccate finalmente sul tasto Connetti sotto il profilo appena creato.

A questo punto spostatevi su PS3. Andate in Impostazioni -> Impostazioni di rete e cliccate su Impostazioni della connessione Internet.
Ora di seguito scegliete le voci: Personalizzate -> Connessione via cavo -> Rilevamento automatico -> Manuale.
A questo punto dovrete inserire i dati della connessione. Riempitelo secondo lo schema seguente:
Indirizzo IP: 10.1.1.2
Maschera di sottorete: 255.255.255.0
Router predefinito: 10.1.1.0
DNS primario: 10.1.1.0
DNS secondario: 10.1.1.0
Confermate e continuate scegliendo di seguito le voci: Automatico -> Non usare -> Abilita.
Date l'ok al riepilogo delle informazioni e fate la verifica della connessione quando richiesto. Se avete fatto tutto bene vi dirà:
Reperisci indirizzo IP: Operazione riuscita
Connessione Internet: Operazione fallita
Fatto! Adesso la vostra PS3 è in comunicazione via crossover col vostro PC.
Per vedere i file che sono sul vostro PC dalla PS3 vi basterà ora usare un qualsiasi programma per Linux che vi permetta di usare un server UPnP (anche il famosissimo PS3 Media Server va bene!).

domenica 15 luglio 2012

Archlinux: installare Yaourt senza modificare i repo

Nella maggior parte delle mie guide dedicate ad Archlinux utilizzo sempre il programma yaourt per l'installazione di pacchetti. Ora però, mi sono accorto che non tutti trovano immediata l'installazione di questo programma, in quanto non presente nei repository ufficiali di Archlinux. E allora ho finalmente deciso (grazie anche ai 5 minuti di tempo che ho appena trovato per dedicarmici XD) di fare una miniguida su come installare yaourt senza dover fare cose troppo complesse (che poi in realtà non lo sono!) come aggiungere repository di terzi e via dicendo.
Innanzitutto installiamo le dipendenze per scaricare e compilare da AUR.
Apriamo un terminale e cominciamo digitando:
sudo pacman -S base-devel wget
Ora creiamo una cartella dove scaricare i file e compilarli, digitando sempre nello stesso terminale:
mkdir ~/builds
cd ~/builds
È arrivato il momento di scaricare il necessario da AUR. Dallo stesso terminale digitiamo:
wget https://aur.archlinux.org/packages/pa/package-query-git/package-query-git.tar.gz
wget https://aur.archlinux.org/packages/ya/yaourt-git/yaourt-git.tar.gz
Ora possiamo estrarre gli archivi scaricati. Dal medesimo terminale digitiamo:
tar -xvzf package-query-git.tar.gz
tar -xvzf yaourt-git.tar.gz
E adesso passiamo alla compilazione prima della dipendenza package-query e poi di yaourt. Sempre nello stesso terminale digitiamo:
cd package-query-git
makepkg -s
Se la compilazione è andata a buon fine otterremo un messaggio simile:
Compilazione terminata: package-query-git 20120715-1
Adesso quindi installiamo la dipendenza package-query appena compilata. Sempre dallo stesso terminale diamo:
sudo pacman -U *.pkg.tar.xz
E confermiamo ove richiesto.
Finito con le dipendenze passiamo finalmente a compilare e installare yaourt.
Ancora dal medesimo terminale digitiamo:
cd ../yaourt-git
makepkg -s
E a compilazione terminata di nuovo:
sudo pacman -U *.pkg.tar.xz
Confermando quando richiesto.

Finito! Avremo ora yaourt installato e pronto all'uso :)
Ah, per pulizia possiamo anche eliminare la cartella con i file scaricati e compilati dando da terminale:
rm -rf ~/builds

lunedì 2 luglio 2012

Linux: aggirare il blocco DNS su Kickass Torrents e The Pirate Bay

Non so se lo conoscevate ma per chi ci bazzicava spesso il blocco ricevuto qualche settimana fa dal noto sito Kickass Torrents (http://kat.ph/) è stato davvero una tragedia.
Fortunatamente però si tratta solo di un blocco di DNS per l'Italia, quindi esiste un modo semplice e definitivo per aggirare il problema dal nostro PC.
Dal nostro Linux (vale per qualsiasi distro abbiate) digitate in un terminale:
sudo gedit /etc/hosts
Ovviamente sostitute gedit con il vostro editor di testo preferito, qualsiasi va bene.
A questo punto, all'interno del file appena aperto, andiamo ad incollare (subito prima della riga "# End of file") la seguenti stringhe:
205.204.88.154 kat.ph
66.90.101.200 kastatic.com
205.204.88.154 kickasstorrents.com
130.185.105.68 torcache.net
Salviamo i cambiamenti al file e adesso apriamo il nostro browser internet preferito e colleghiamoci al sito http://kat.ph/
Vedremo finalmente trasformato un infelice:
in un ben più bello:

P.s.: la modifica è ovviamente definitiva (non va ripetuta ogni volta che accendete il PC!) e una volta fatta potremo tornarci a godere Kickass Torrents senza problemi o blocchi!


Aggiornamento: visto che molti me lo hanno chiesto, sappiate che potete usare la procedura su descritta per aggirare anche il blocco sull'altro ben noto sito torrent The Pirate Bay (http://thepiratebay.org/).
Per farlo basta seguire i passi sopra descritti e aggiungere al su citato file (/etc/hosts) anche queste altre righe:
178.73.210.219 thepiratebay.org
178.73.210.219 www.thepiratebay.org
178.73.210.219 thepiratebay.se
178.73.210.219 www.thepiratebay.se
Tutto qui, ora potrete tornare ad accedere anche a The Pirate Bay senza limitazioni né blocchi ;)

sabato 30 giugno 2012

Archlinux: aggiornare GRUB alla versione 2

Aggiornamento: da ieri, 20 Luglio 2012, nei repository ufficiali di Archlinux è completamente sparito GRUB prima versione per lasciare posto a GRUB2. Quindi da oggi in poi sicuramente se installate (o aggiornate) Archlinux vi ritroverete con GRUB2.
Per questa ragione la seguente guida ormai non serve più ;)

L'installer predefinito di Archlinux (AFI ossia Arch Installation Framework) non supporta GRUB2 quindi se avete installato Archlinux seguendo la procedura classica sicuramente vi ritroverete, come me, ad usare GRUB prima versione (0.97) invece del più moderno GRUB2.
In questa miniguida vi spiegherò come aggiornare il vostro GRUB alla nuova versione direttamente dal vostro Archlinux (quindi senza dover rifare tutta la procedura di installazione del sistema operativo!).
Prima di cominciare però alcune premesse: darò per scontato che avete installato GRUB tramite la procedura ufficiale (quindi nella partizione montata su /boot) e sul Hard Disk primario, quindi /dev/sda (ovviamente ricordatevi di sostituire eventualmente sda con il valore corrispondente al vostro Hard Disk primario se diverso, quello su cui è installato tutto il sistema operativo boot compreso. Se avete seguito la procedura ufficiale comunque dovrebbe essere sda anche per voi!).
Infine darò per scontato anche che abbiate già installato sudo (perché ovviamente servono i diritti di root per poter scrivere e svolgere operazioni sulla partizione di boot).

Bene, ora cominciamo!
Innanzitutto, per evitare qualsiasi guaio futuro, facciamo un bel backup dell'attuale configurazione di GRUB.
Da un terminale digitare, uno dopo l'altro, i seguenti tre comandi:
sudo mv /boot/grub /boot/grub-legacy
sudo dd if=/dev/sda of=/home/mbr_backup bs=512 count=1
sudo dd if=/dev/sda of=/home/bootcode_backup bs=446 count=1

Ora che abbiamo backuppato tutto (e quindi possiamo ripristinare in caso di eventuali errori) andiamo ad installare GRUB2.
Sempre da terminale digitare:
sudo pacman -S grub2-bios
Vi verrà chiesto di rimuovere la vecchia versione di GRUB in quanto, ovviamente, è in contrasto con GRUB2. Accettate e proseguite con l'installazione di tutto il necessario.
Ora dobbiamo caricare un modulo che permetta a GRUB2 di identificare correttamente i dischi e le partizioni.
Da terminale date:
sudo modprobe dm-mod

Una volta installato GRUB2 dobbiamo configurarlo.
Da terminale digitate in sequenza i seguenti comandi, uno per volta:
sudo grub-install --directory=/usr/lib/grub/i386-pc --target=i386-pc --boot-directory=/boot --recheck --debug /dev/sda

sudo mkdir -p /boot/grub/locale

sudo cp /usr/share/locale/en@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo

sudo grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg

Se non otterrete alcun messaggio di errore allora avrete finalmente GRUB2 installato e configurato alla perfezione. Riavviate e testate che tutto sia a posto ;)

P.s.: nel caso invece in cui si verifichino problemi o riceviate dei messaggi di errore durante una qualsiasi delle operazioni innanzitutto NON disperate (avete sempre dei backup pronti al ripristino in ogni caso!) e fate riferimento alla Wiki ufficiale di Archlinux per trovare possibili soluzioni: GRUB2 wiki.

sabato 19 maggio 2012

Linux: ripulire il menù contestuale "Apri con" dalle voci di Wine

Credo che via sia almeno una volta capitato di provare Wine, il famoso programma che vi permette di avviare e/o installare applicazioni di Windows sotto Linux.
Purtroppo però c'è un fastidioso problema ogni volta che si installa Wine che affligge il menù "Apri con" del vostro File Manager (nel mio caso Thunar). Infatti tale menù, dopo l'installazione di Wine, si riempie di voci relative ad esso e inutili per la maggior parte di noi. Sto parlando ad esempio di questo:
Davvero fastidioso vedere tutte quelle voci uguali, a volte a queste poi si aggiungono altre ripetizioni di voci sempre relative a Wine, tipo Windows Media Player, Wine Internet Explorer, Wine core, ecc...
Insomma, in casi estremi, si arriva anche ad avere oltre 40 voci duplicate relative a Wine nel menù contestuale dell'"Apri con". Uno strazio.
Ma per ovviare a tale problema c'è un procedimento davvero semplice. Anzi due.
Il primo è di eliminare il file della cache mime che si genera dopo l'installazione di Wine. Per fare ciò basta dare in un terminale:
rm ~/.local/share/applications/mimeinfo.cache
Già questo dovrebbe risolvere il problema. Ovviamente prima riavviate (attenzione, non chiudere e riaprire semplicemente ma proprio riavviare!) il vostro File Manager. Se non sapete come fare basta uscire dalla sessione corrente (o riavviare il PC).
Un altro metodo più drastico è quello di navigare col vostro File Manager all'interno della cartella
~/.local/share/applications/
e cancellare tutte le voci con estensione .desktop e relative a Wine.
Qualunque modo scegliate finalmente avrete un menù contestuale Apri con decisamente più pulito e comprensibile ;)

martedì 8 maggio 2012

Archlinux: impostare aria2 come downloader di Pacman

Una delle principali attenzioni che ognuno di noi fa quando scarica da internet è la velocità a cui procede. Oggi vi propongo una configurazione per Pacman in modo che per scaricare i suoi file vada ad usare il più performante aria2, così da rendere il download dei pacchetti più grossi molto più veloce rispetto al classico download.
Innanzitutto però un po' di teoria su cos'é aria2, riprendendo la descrizione della wiki ufficiale di Archlinux:
aria2 è una utility per il download molto leggera che supporta i download per parti, oltre a consentire la ripresa del download di un file interrotto. Tra I protocolli supportati ci sono HTTP/HTTPS e FTP. aria2 consente inoltre di stabilire più connessioni HTTP/HTTPS o FTP ad un mirror Arch linux, il che dovrebbe consentire un aumento della velocià di download, sia per i file che per i pacchetti.
E adesso vediamo come impostare Pacman perché vada ad utilizzare appunto questo aria2 per il download da internet.
Apriamo il file di configurazione di Pacman con il nostro editor di testo preferito:
sudo gedit /etc/pacman.conf
Dopodiché andiamo ad aggiungere questa stringa nella sezione [options] del file:
XferCommand = /usr/bin/aria2c --allow-overwrite=true -c --file-allocation=none --log-level=error -m2 --max-connection-per-server=2 --max-file-not-found=5 --min-split-size=5M --no-conf --remote-time=true --summary-interval=60 -t5 -d / -o %o %u
Salviamo i cambiamenti e il gioco è fatto! D'ora in poi Pacman utilizzerà aria2 per il download dei pacchetti da Internet ;)
Se volete una descrizione nelle specifico di cosa significano le opzioni passate nella stringa sopra potete far riferimento alla wiki ufficiale QUI

Un'ultima cosa prima di lasciarvi, che posso consigliare per quelli che hanno il File System della partizione su cui scarica Pacman in formato ext4 (con supporto agli extents abilitato), btrfs o xfs, è di sostituire alla stringa sopra l'opzione --file-allocation=falloc.
Ma siate sicuri che la partizione usata da Pacman sia nei suddetti formati altrimenti si incappa in brutti errori!

mercoledì 2 maggio 2012

Ripristinare Hotot for Chrome ad una versione precedente

Da qualche giorno Hotot for Chrome si è aggiornato introducendo una grafica nuova per quanto riguarda le finestre (preferenze, estensioni, composizione). Purtroppo questo aggiornamento, per quanto possa piacere graficamente, ha causato un serio rallentamento nell'uso (almeno sul mio PC). In particolare ogni volta che chiudo una di queste finestre le CPU mi va al 100% e Hotot rimane bloccato per circa 5 secondi. Quindi, in attesa che magari il bug venga segnalato da più persone e risolto, ho deciso di tornare alla vecchia versione. Adesso però, trovare l'estensione per Chromium della vecchia versione è praticamente impossibile (visto che sul Web Store di Chrome c'è sempre e solo l'ultima versione disponibile). Quindi come fare per riavere la vecchia versione?
Con un po' di semplice astuzia basta agire sul GIT ufficiale del progetto per riavere Hotot com'era prima di queste modifiche, ossia in questo specifico com'era al 25 Aprile scorso.
Per fare tutto ciò innanzitutto installiamo Hotot for Chrome nel nostro browser. Dopodiché ci serviranno un paio di tools che potremo installare da terminale.
Su Ubuntu e derivati diamo un:
sudo apt-get install cmake intltool rsync git
Su Archlinux invece diamo un:
yaourt -S cmake intltool rsync git
Bene, ora che abbiamo il necessario, dal terminale digitiamo:
cd ~
git clone https://github.com/shellex/Hotot.git
Questi comandi creeranno una cartella chiamata Hotot nella vostra home con all'interno tutti i file necessari per la compilazione del programma. Ovviamente però noi non vogliamo la versione attuale ma quella del 25 Aprile, quindi sempre dal nostro terminale diamo:
cd ~/Hotot
git reset --hard 97b4c6e5daafe4aeb4bffab31d6eccfd9a3a1a66
git reset 97b4c6e5daafe4aeb4bffab31d6eccfd9a3a1a66
Probabilmente basta solo il secondo ma per sicurezza dateli entrambi.
Fatto ciò abbiamo ripristinato i file di compilazione di Hotot al loro stato del 25 Aprile (il codice SHA che leggete sopra corrisponde proprio all'ultimo commit del 25 Aprile, se volete ripristinare altre versioni basta prendere il codice SHA corrispondente da https://github.com/shellex/Hotot/commits/master e sostituirlo!).
Ora possiamo procedere con la compilazione! Sempre da terminale diamo in sequenza:
cd ~/Hotot
mkdir build
cd build
cmake .. -DWITH_CHROME=on -DWITH_GTK=off -DWITH_GIR=off -DWITH_QT=off -DWITH_KDE=off -DPYTHON_EXECUTABLE=/usr/bin/python2
make
A questo punto visitiamo la cartella ~/Hotot/build/ e al suo interno troveremo la cartella chrome con all'interno un file ZIP dal nome hotot-chrome.zip. E all'interno di questo archivio compresso troveremo tutti i file dell'estensione di Chromium che dovremo soltanto sovrascrivere agli originali (che se avete installato l'estensione originale li trovate in ~/.config/chromium/Default/Extensions/cnfkkfleeiooolklkgkmigodkmcopnji/
) per riottenere l'estensione di Chromium com'era al 25 Aprile scorso :D